BIO-WELL WORKSHOP LIVELLO 1

Nei giorni di sabato 25, domenica 26 e lunedì 27 marzo 2017 si svolgerà a Praga un workshop di 1 Livello dedicato alla GDV Camera Bio-Well.

Questo corso ha un taglio specialistico ed è finalizzato ad introdurre i principali meccanismi di lettura e funzionamento del Bio-Well.

Al termine delle tre giornate il partecipante avrà acquisito le conoscenze fondamentali sul funzionamento della GDV camera Bio-Well, e sulla tecnologia che vi sta alla base, la così detta GDV (Gas Discharge Visualization, visualizzazione della scarica gassosa). Il corso fornirà altresì le basi per un corretto utilizzo della camera, per l’analisi e la lettura dei livelli di energia e dello stato di salute della persona testata.

A completamento di questo percorso, verrà rilasciato un Certificato da Specialista Bio-Well Livello Base.

Al corso è possibile accedere di persona, dal vivo, a Praga, oppure online.

N.B. Il corso sarà condotto interamente in lingua inglese.

 

Per info, costi e prenotazioni, contattare:

alexandramoretti86@gmail.com oppure gdvplanet@gmail.com.

 

 

 

SENSORE per l’ACQUA

SENSORE PER L’ACQUA

L’elettrodo viene collegato alla GDV Camera Bio-Well, e permette di misurare l’energia di un campione di acqua e la sua reazione a stimoli precisi. Come per lo Sputnik, i dati che vengono mostrati all’utente sono relativi sia all’energia dell’acqua che alla modifica della sua curva di livello nel tempo.

N.B. Questo strumento non è stato creato per valutare la qualità dell’acqua né per paragonare diversi tipi di acqua dal punto di vista della loro qualità.

SPECIFICHE

  • Dispositivo per GDV Camera Bio-Well venduto separatamente
  • Contenuto del prodotto: Sensore pe l’Acqua
    , cavo di collegamento alla GDV Camera
  • Livello minimo di abbonamento richiesto: mensile come per GDV Camera Bio-Well

GIULIETTO CHIESA presenta all’Italia il lavoro del Prof. KONSTANTIN KOROTKOV

Tratto da: “La Stampa”, in data 20 maggio 1995 – pag.6 – di Giulietto Chiesa

“Indagine sull’aldilà” – San Pietroburgo (Russia)

Il cadavere è di una donna di 44 anni. L’hanno trovata impiccata undici ore prima. Ha ancora indosso un paio di mutandine rosa e una maglietta di colore stinto. Il cartellino al pollice del piede, con i pochi dati essenziali, una larga ecchimosi attorno al collo. Un tanfo orrendo ci circonda, emanante dalla centinaia e centinaia di cadaveri che aspettano l’autopsia, ammucchiati nei corridoi semibui di questo sconfinato obitorio che raccoglie i morti “per accidente”.
Il professor Kostantin Korotkov apre la sua valigetta nera. Sembra una ventiquattrore, in realtà è un apparecchio portatile di rilevazione con tante luci rosse. Attacca la spina, lega un elettrodo al polso sinistro della morta, distende le dita rattrappite della mano destra, che crocchiano e resistono ai suoi tentativi, finché riesce a disporre la mano, ormai allargata, su una tavoletta metallica, l’altro elettrodo, che contiene una lastra impressionabile, collegata all’apparecchio.
Il ronzio elettrico segnala che l’esperimento è cominciato. Attorno alle dita della morta, nella penombra, si scorge nettamente un alone azzurro-viola piuttosto intenso, vibrante. È l’elettricità che lo produce ? Cos’è ? Korotkov si affaccenda con mosse calme attorno all’apparecchio.
“Tutto viene registrato qui dentro. Insieme ai dati ricavati dalle lastre impressionate, commenta, verrà inserito nei nostri computer per l’analisi statistica. Anche su questo cadavere effettueremo rilevazioni ogni 2 ore, per 5 giorni, poi dovremo restituirlo. Oltre non possiamo andare, per adesso. L’ostacolo è giuridico-legale”.
Tutto quello che vediamo ha l’apparenza, e la sostanza, di un normale esperimento di laboratorio.
Eppure qui, a San Pietroburgo, i ricercatori dell’Università Tecnica stanno cercando di rispondere a una domanda antica come l’umanità: resta qualcosa di noi dopo la morte ? “Le religioni , in tutti i tempi, hanno sempre risposto di sì – dice Korotkov -. È logico. Esse esistono proprio perché l’uomo ha sempre penato o sperato, di essere in qualche modo immortale. La scienza si è dovuta fermare al limitare dell’ultimo respiro, semplicemente perché non c’era modo di andare oltre con prove sperimentali. I nostri esperimenti dicono che, invece, si può andare oltre. Ci troviamo sulla spiaggia di una terra inesplorata, che si delinea sterminata, e dove un giorno troveremo risposte che potrebbero mutare l’intera nostra percezione del mondo”.
Le labbra screpolate del cadavere sono semiaperte, immobili come un attimo fa. Gli occhi, segnati da una riga di trucco ormai disfatta, restano chiusi.
Eppure questo corpo incontestabilmente senza vita “emette” ancora qualcosa. “Si, insiste Korotkov, possiamo affermare, dopo due anni di ricerche, di aver ottenuto l’evidenza sperimentale dell’attività del corpo umano almeno per alcuni giorni dopo la morte. È qualcosa che sembra contraddire tutto quanto si sapeva sino ad oggi, e cioè che tutte le attività fisiologiche dell’organismo si spengono rapidamente dopo la morte clinica e vanno a zero in un determinato, breve, periodo di tempo”.
Le domande si affollano, la tentazione di sconfinare dal solido terreno sperimentale nella sterminata serie di ipotesi, estrapolazioni, teorie, si fa irresistibile. “Qui il confine tra scienza e esoterismo diventa sottile, ma dobbiamo resistere alla tentazione, che io stesso provo, di lanciarsi
nell’ignoto”.
Chi commenta così è Ghennadij Nikolaevic Dulnev, il direttore del “Centro di Tecnologia enegetico-informativa” di cui il programma di Korotkov è soltanto una parte.
Il centro di Dulnev si occupa della registrazione obbiettiva, della verifica, reperibilità, utilizzazione pratica di una larga serie di fenomeni “paranormali”, come telepatia e telecinesi.
Si era partiti dalla ricerca diagnostica. Si suppone da tempo che il corpo umano “emetta” un campo, (CEI) per ora sconosciuto, contenente una vasta quantità d’informazioni sullo stato dell’individuo, sulle sue caratteristiche biologiche, psichiche, ereditarie, e quindi anche sul suo stato di salute.
Attraverso l’uso sistematico dello “effetto Kirlian” sui pazienti, si è scoperto che il campo emesso dall’individuo contiene effettivamente dati che possono aiutare a comporre un ritratto completo, per
esempio, dello stato degli organi interni.
Già, ma che c’entra il cadavere ?
Korotkov e il suo gruppo, due anni fa, pensarono di provare a vedere cosa succedeva sottoponendo un cadavere alla stessa analisi. Lo scopo era piuttosto semplice: “Volevamo osservare – spiega Korotkov, che è un fisico e non un medico – in quali tempi si affievolisce e scompare, dopo la morte, il campo energetico-informativo che circonda l’individuo”. E qui è arrivata la sorpresa.
Una sorpresa sconvolgente. Il “campo” non scompare. Non solo, a quanto sembra l’ “emissione”, tra l’altro, ha un rapporto con le “modalità della morte”. Per esempio: i defunti per vecchiaia fanno registrare un graduale indebolimento del “segnale” nelle prime 48 ore dopo il decesso.
Ma esso si stabilizza e permane, seppure debole, anche oltre. Altro esempio:
i decessi per incidente o per cause improvvise. In questo caso si registra un brusco aumento del “segnale” nelle prime venti ore, seguito da un’altrettanta brusca caduta, fino a un livello stabile e debole. Il terzo esempio è il più inquietante. Riguarda i decessi in condizioni di acuta sofferenza, in seguito ad assassinio, violenze fisiche. Qui l’emissione post mortem ha un andamento irregolare che si prolunga per l’intero periodo di osservazione (finora per i cinque giorni successivi alla morte) e non registra alcuna stabilizzazione (esplosioni d’intensità cui fanno seguito cadute improvvise).
In particolare i suicidi mostrano un andamento delle emissioni talmente convulso da poter essere distinto da tutte le altre cause di morte.
“La criminalistica, dice Korotkov, può usare questi risultati per stabilire senza margine di errore se il defunto è stato ucciso o si è ucciso”. Ma questo è un semplice dettaglio pratico. Balza agli occhi una serie di immediate conseguenze. Il corpo del defunto “trasmette” informazioni che “ricordano” gli ultimi istanti della vita. Come è possibile ? e questa informazione persiste indipendentemente
dall’allontanarsi dal momento della morte. Ma perché le osservazioni si sono fermate al quinto giorno ? “Per ragioni legali, risponde Korotkov, i corpi che ci vengono dati in osservazione debbono essere restituiti all’autorità giudiziaria. Certo vorremmo andare oltre, fino al nono o la quarantesimo, per vedere cosa succede”. E perché questi due intervalli ? “Perché siamo convinti che le credenze religiose di molti popoli abbiano a che fare con quel che stiamo studiando”.
Siamo vicini alla scoperta di qualcosa di simile all’ “anima” ? Ciascuno la chiami come vuole.
“Il nostro linguaggio risente della nostra cultura attuale e delle nostre tradizioni, commenta Dulnev, ma io penso che dobbiamo cominciare a pensare che il nostro mondo è molto più complesso di quanto crediamo. Noi viviamo oggi nello spazio-tempo-materia. Non basta per spiegare fenomeni come quelli di cui stiamo parlando. Bisogna supporre l’esistenza di un’altra dimensione, di un campo informativo, dove le trasmissioni avvengono a velocità superiore a quella della luce”.
“Sono ipotesi, continua Korotkov, ma noi pensiamo che i guaritori (e, in linea di principio, ogni individuo) siano come degli apparecchi ricetrasmittenti imperfetti, che riescono a sintonizzarsi più o meno bene con questo campo. Questo spiegherebbe perché i risultati dei singoli esperimenti possono essere contraddittori. Ma sul piano statistico, una volta raggiunta una sufficiente quantità di dati, questa contraddittorietà scompare. Gli esperimenti condotti nella ricerca di persone scomparse, ad esempio mostrando ai guaritori una semplice fotografia, permettono di fissare un esito positivo nell’85 per cento dei casi. Il margine di errore è straordinariamente basso.
È come se determinate persone, particolarmente dotate e allenate, riuscissero a entrare in contatto con un patrimonio d’informazione comune, estraendone dati. I defunti lascerebbero attorno a noi, da qualche parte, qualcosa del loro patrimonio informativo
È come se determinate persone, particolarmente dotate e allenate, riuscissero a entrare in contatto con un patrimonio d’informazione comune, estraendone dati. I defunti lascerebbero attorno a noi, da qualche parte, qualcosa del loro patrimonio informativo”.
I limiti sperimentali attuali sono evidenti. Con queste apparecchiature si può registrare l’emissione soltanto finché il corpo esiste, cioè esistono le dita. A decomposizione avvenuta, o dopo la cremazione, lo strumento non funziona e bisognerà inventare altri sistemi di rilevazione.
Ma il professor Dulnev non dispera. La ricerca prosegue in parallelo. Sui computer c’è già una cospicua serie di rilevazioni sull’esistenza del campo. “I nostri esperimenti dimostrano senz’ombra di dubbio, ad esempio, che la telepatia è una realtà”, dice Dulnev mostrando decine di episodi sperimentali di trasmissione telepatica provocata in laboratorio. E non si tratta di trasmissione elettromagnetica, ma di “qualcos’altro”. Cosa ? Dulnev allarga le braccia”.
“Le nostre apparecchiature misurano massa, energia, impulsi, non questo campo. Ma ora sappiamo che possiamo entrare in contatto con esso, rilevarne l’esistenza e captare una microscopica parte dell’informazione che esso contiene o rappresenta. Attorno a noi c’è un’altra realtà che finora abbiamo considerato supernaturale, soprannaturale. Forse lo è, forse non lo è. Ma c’è”.

ANTENNA SPUTNIK, Esplora l’Ambiente in cui vivi!

GDV Sputnik

Collegata alla GDV Camera Bio-Well l’Antenna Sputnik  permette di misurare la variazione dell’energia dell’Ambiente nel tempo.

 

Ad esempio, si può testare l’energia di una stanza prima, durante e dopo una meditazione, e vedere come i livelli di energia cambiano. Oppure può essere utilizzata all’aperto per rilevare l’Energia del Luogo e la geo-attività ivi presente (positiva o negativa).

COME FUNZIONA

Il sensore Sputnik è collegato al cilindro di titanio con cui si effettua la calibrazione del Bio -Well. I raggi appuntiti di cui è composto rilevano le caratteristiche dei fotoni presenti nell’ambiente e le loro variazioni nel tempo. Sia le componenti geo fisiche di un ambiente, sia il campo elettromagnetico umano, possono essere rilevati dal Sensore Sputnik, e tradotti graficamente in una variazione dell’Energia dell’Ambiente.

CARATTERISTICHE

  • Una volta effettuata la registrazione, il software elabora i dati in 4 parametri di analisi, che possono a loro volta essere ulteriormente analizzati con la funzione Statistiche, presente nel menù
  • I risultati sono presentati sotto forma di grafici di curve dinamiche nel tempo
  • Le misurazioni non hanno limiti di durata
  • Tutti i dati possono essere salvati per l’ulteriore elaborazione e rimangono disponibili finchè l’abbonamento dell’utente è attivo
  • Utile supporto per molte attività di ricerca

VANTAGGI

  • Facile e piccolo da trasportare, non necessita della connessione internet per registrare (solo in un secondo momento necessita della connessione al software online per l’eaborazione dei dati)
  • Può essere utilizzato per misurare l’energia di luoghi diversi durante i viaggi
  • Consente di vedere l’influenza delle fasi lunari, delle tempeste solari e delle condizioni ambientali sullo spazio (e sulle persone)
  • Sputnik aiuta a trovare la migliore posizione per il letto nella stanza
  • Misura la risposta alle emozioni umane, della meditazione o della preghiera (individuali e collettive) in un dato ambiente
  • Sputnik può rilevare l’influenza della musica sul pubblico
  • E’ stato testato in cerimonie shamaniche, cimiteri e luoghi di culto con esiti eclatanti e di estremo interesse scientifico!

SPECIFICHE

  • Dispositivo per GDV Camera Bio-Well venduto separatamente.
  • Contenuto del prodotto: Antenna Sputnik, cavo di collegamento alla GDV Camera
  • Livello minimo di abbonamento richiesto: mensile come per GDV Camera Bio-Well

SUPPORTO

Per il Manuale utente Sputnik e altri materiali di esercitazione, CLICCA QUI.